Franco Margari

Franco Margari

Vive e lavora a Firenze. Inizia la sua esperienza artistica in campo grafico negli anni ’80 e si specializza in tecniche incisorie, dai primi anni ’90 si dedica contemporaneamente anche alla pittura.

In questo arco di tempo ha qualificato la sua attività espositiva partecipando a numerose collettive di prestigio e ha allestito molte personali, tra le più importanti quelle del 2000 alla Galleria Art Point Black con la quale ha presentato per la prima volta il suo ciclo Orizzonti, così come in quelle al Centro d’Arte Puccini e alla Villa Medicea di Poggio Imperiale. Si ricorda inoltre la mostra del 2004 al Museo Diocesano di Firenze con 12 lavori ispirati al Vangelo di Giovanni, uno dei quali è presente nella collezione contemporanea del Museo e quella al Consiglio della Regione Toscana, dove ha esposto 20 lavori di intenso astrattismo evocativo, uno dei quali fa parte della Pinacoteca Regionale. Sempre nel 2004 ha partecipato al Concorso Internazionale Firenze e ha vinto il primo premio fiorino d’oro per la pittura.

Ha fatto parte, nel 2006 del movimento “NE5” con altri 4 artisti fiorentini, coi quali ha partecipato a vari eventi fra i quali il più importante la mostra al Palagio di Parte Guelfa a Firenze.

Franco Margari

Nel 2008 è presente al padiglione arte italiana a Pechino in occasione delle Olimpiadi, una sua opera fa parte della collezione del CONI. Nel 2010 inizia una collaborazione con la galleria americana Damoka Gallery che lo porta a fare due personali a Los Angeles e a New York.

Una importante personale è stata nel 2011 nei prestigiosi spazi del Circolo degli Artisti Casa di Dante a Firenze in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Si ripete nel 2013 sempre negli stessi spazi presentando i suoi ultimi lavori del ciclo Respiri degli elementi.

Le ultime presenze dei suoi lavori sono nel 2016 ad Amsterdam – Istituto di Cultura Italiana, a Berlino – Galleria The Ballery e a Londra – Art Moor House. Numerose sono le presenze in collezioni pubbliche e private.

Franco Margari

Franco Margari lives and works in Florence. He has a long experience in graphics, where he experimented in different printmaking techniques – a passion he never gave up.

He has been devoting himself to painting for these last 25 years. During this period of time he has intensified his activity by participating in a large number of prestigious collective and also setting up numerous solo exhibitions.

Among the most important there are the one at the Art Point Black Gallery in 2000 – in which he premiered his first cycle Horizons – as well as those at Centro d’Arte Puccini and at Villa Medicea at Poggio Imperiale.

Moreover, it is certainly to be mentioned the exhibition at Florence’s Museo Diocesano in 2004 with twelve artworks inspired by the Gospel of John; one of them is now part of the contemporary collection of the Museo Diocesano.

During the exhibition at the Consiglio della Regione Toscana, he exposed twenty artworks characterized by a poignant evocative abstraction; one of these works is now part of the Pinacoteca Regionale.
In 2004 as well, he won the First Prize ‘fiorino d’oro’ for painting in Concorso Internazionale Firenze.

Franco Margari

In 2006 he was part of the “NE5” movement together with other four Florentine artists, with whom he took part to various events among which the most important was the exhibition held at the Palagio di Parte Guelfa in Florence.

In 2008 his works were exposed in the Artist’s Pavillion at Casa di Dante in Florence during the celebrations for the 150 years from the unification of Italy. The painter beside participated in art fairs in Strasburg, Pordenone, Padua, Reggio Emilia, Udine and Rome. A large number of his artworks can be found in public and private collections.



Critica

Testo critico del prof. Elvio Natali apparso sulla rivista Eco d'Arte Moderna - giugno 2013

Informale apparente quello di Margari: immagini sospese, direbbe il Tomassoni, “tra la concretezza dell’immagine astratta e l’astrazione delle immagini concrete”. Senza contraddizione di termini.

Poesia astratto – concreta, quindi, sulla definizione che del Gruppo degli Otto ha dato Lionello Venturi, quando intese superare l’opposizione tra realismo e astrazione in una nuova figurazione, aprendo così la strada ad un’operazione estetica di ampio raggio ideativo.

In fondo il valore artistico, come scrive il Pareyson nella sua teoria della Formatività, consiste nella struttura della forma interna. Una concezione che, evadendo dal realismo figurale e dall’intenzione astratta, propugna il principio della Forma come complesso ineccepibile dì particolari l’uno all’altro connessi in un circuito senza soluzione di continuità: in un rapporto armonico delle parti tra loro e delle parti con il tutto.

Con un esito gestaltico che è ritmo, perfezione assoluta, forma, stile, una simmetria dinamica nella quale appunto risiede il concetto di ritmo, senza il quale in ogni caso non esiste il “bello estetico.

Ora in Margari la cifra ritmica, l’accento personale, cioè la Forma sono dati dalla rispondenza dei segni e delle cromìe in effetti luministici, fasci di complementari, conflitti luci – ombre su un supporto più o meno anodino atto ad esaltare lo slancio o il guizzo flammeo che vampeggia e sfuma nello spazio dei fondi vibrando ondeggiante.

Tutto l’impianto è peraltro traduzione diretta dell’intimo in forme simboliche: risponde, in un’ampia esemplificazione, alle interne vicende dell’autore.

Un quadro è sempre un’autoritratto ideale dell’artefice, di cui riflette disposizioni, gaudi e inquietudini. Parola fedele nata da pulsioni dell’inconscio emergenti alla coscienza nella letizia della forma e del colore.

Cromie e segni sono la “parole” di cui ci scrive il De Saussure: cioè il linguaggio personale espresso nell’azione, e nello splendore delle forme visibili.

Traduzione fedele della natura di Margari: pensiero – colore della sua personalità senza tramiti oggettuali.

Margari rappresenta se stesso anche tematicamente: egli stesso soggetto e oggetto del suo agire poetico, nei suoi ardori e tumulti, nella sua quiete e nelle sue ansie in una contemplazione e meditazione di sé in segni e cromìe che sono di lui stesso figura, senza incertezze o pentimenti che infirmino la purezza e la limpidezza dell’idea.

Sicché questa, libera da regole che non siano quelle del ritmo figurale, esce intatta nella grazia della creazione a profilare il ritratto ideale di cui abbiamo parlato.

Elvio Natali


Testo del prof. Francesco Sganga in occasione della mostra a Venezia - giugno 2001

La forza dell’uomo, il suo dolore, i suoi conflitti perenni con la natura e con sé stesso, la ricerca di un sentiero di verità, sono i temi principali del lavoro di Franco Margari.

Egli non cerca di fare pittura di facile gusto estetico ma la sua ossessione è quella di rappresentare la condizione profonda dell’esistenza e della coscienza, l’espressione totale della vita.

Nei suoi quadri più che astrazione c’è una non-figurazione, o figurazione dell’invisibile come condizione esistenziale dell’uomo, delle sue domande senza risposta. La figura umana non compare mai, ma se ne avverte la presenza, a fianco di una finestra di luce definita dal bianco abbagliante vediamo la massa incombente di colore e materia come protagonista senza volto, come attesa di speranza, di riflessione.

Opere che mostrano senza narrare, accennando appena, che rinviano ad atmosfere del profondo che, essendo cosa invisibile, lo riproducono rivelandolo.

In ciascuna di esse si avverte una costruzione di una prospettiva immaginaria che parte dal centro verso l’esterno calibrando materia e colore, una prospettiva dove la spazialità definita sulla tela corrisponde allo spazio dell’essere psichico – percettivo ed è attraverso questo spazio, tagliato e violentato da bagliori di luce, che parte il gesto artistico come compimento dell’atto pittorico condensandosi in una “forma” e in un “significato”.

L’artista propone a chi guarda un viaggio intorno a sé stesso alla ricerca di immagini nascoste o volutamente sepolte nel sue paesaggio interiore, vuole raccontare, con le sue tele, un suo diario di ricorrenti tensioni, di compresse emotività, fragilità e assurti esistenziali.

Un viaggio nel profondo di quella inquietudine umana, continua precarietà dell’essere e del vivere contemporaneo.

Francesco Sganga


Testo del prof. Giampaolo Trotta in occasione del catalogo Illuminazioni esistenzialiste - 2007

Nell’ultimo decennio del Ventesimo secolo si è affermato, a livello regionale e non solo, il pittore fiorentino Franco Margari, che, negli ultimi cinque anni, ha veduto crescere sorprendentemente le sue qualificate presenze, con personali e collettive, a numerose gallerie e centri espositivi, nonché a fiere e concorsi. Tutto ciò non è una fortuita coincidenza, ma corrisponde ad una sua fondamentale e progressiva trasformazione artistica che lo ha condotto sempre più verso l’astrazione.

Le sue tele, ricche di una fantasmagorica gamma di colori (che vanno dai più freddi blu, celeste, turchese e verde smeraldo, all’incandescenza dei rossi, dei gialli e dei fucsia), non approdano all’informale, ma mantengono un solido substrato ‘grafico’, proveniente dalla sua consolidata preparazione nel campo del disegno e della figura, qualità indispensabile anche per gli artisti che, con la loro opera, si distanziano dalle forme riconoscibili e prospetticamente costruite. Le sue forme astratte, disegnate con la plastica materica, increspata e tormentata del colore (talvolta dalle lontane eco tardogotiche della pittura tedesca di Matthias Grünewald o dei ‘segni’ moderni di Georges Rouault) dato con decisione attraverso ampie e veloci pennellate, disegnano linee spezzate ed elementi primari, spesso diedri elementari di cristalli, scomposti e frantumati in una sorta d’esplosioni vitali. Ma è la luce, una luce bianca e pura come quella sognata dall’Umanesimo, che interviene plasmando e modificando la materia inerte. Ecco, allora, ‘divine’ lame o croci di luce che piovono dall’alto, cosmogoniche matrici all’alba del mondo, che incendiano di vita quei diedri rutilanti, ora, dei colori primari dell’iride, in una scomposizione della luce-madre che s’irradia in quella materia stessa, rendendola ‘intelligente’ e nel contempo quasi dissolvendola o liberandola del suo ‘peso’.

In questi Cristalli di vita , in queste Apparizioni del Primo pensiero, attraverso quasi la Genesi del Mondo, si esprime un’arte concettuale tesa a scavare nella psiche umana e nei suoi più reconditi meandri, volta a scandagliare i risvolti esistenziali dell’uomo moderno, intuendone finalità e limiti, senza drammi, ma attraverso ispirazioni poetiche e quasi ‘profetiche’.

I primi piani della materia, che si forma, si disgrega e si ricompone nell’eterno gioco della vita sotto il soffio vitale dell’autocoscienza e dell’intelletto, si dilatano in uno scenario astratto, sì, ma che nel buio della notte o nella radiosa luminosità del giorno, fanno intuire cieli e intravedere orizzonti, distese oblique di incontaminati mari (fonti della vita) o innevate, rocciose e distorte montagne, faticosamente scalate dall’uomo nella sua costante aspirazione all’ascesa.

Se in queste forme materiche, sfrangiate e ‘fiammate’ che imprimono alla staticità della massa quasi un vertiginoso dinamismo nel cosmo interiore, non compare mai la figura umana, pur tuttavia è proprio l’uomo a essere il perno di queste illuminanti visioni, rivelandosi in tutta la sua fragile realtà e disvelando utopiche ‘isole’ nascoste.

Una pittura fatta di energie, di scontri e di equilibri universali, dove nel macrocosmo si rispecchia il microcosmo umano; l’eterna domanda senza tempo, di antica e classica matrice, è resa attraverso un uso della forma-non forma e del colore, uso nel quale l’Artista ha sapientemente assimilato i più importanti novecentismi (ad iniziare dal Cubismo), aprendosi con decisione alla strada indicata dall’astrazione postbellica italiana degli Anni Cinquanta e Sessanta, da Afro a Mattioli, ma anche tenendo presente i decisi cromatismi della Pop Art e le tematiche psicologiche della Transavanguardia, approdando, così, alle spiagge inesplorate del Ventunesimo secolo.

Giampaolo Trotta


Mostre

2016

Gualdo Tadino – Polo Museale Ri Rocca Flea – Contemporaneament

Berlino – The Ballery – Archipelag

Genova – Cerchio Cromatico – Di color vari e diversi

Pisa – Arte Mediterranea – Rassegna

Terni – Museo Diocesano – Rassegna

Gubbio – Chiesa Santa Maria Dei Laici – Spirali dell’essenza – Personale

2015

Firenze – Circolo Degli Artisti Casa Di Dante – Ut. L’essenza dell’equilibrio – Personale

Roma – Galleria Astart – Personale

Milano – Spazio Porpora – Variety

Torino – Galleria 20 – Rassegna

Amsterdam – Istituto Cultura Italiana – Rassegna artisti toscani

Gubbio – Pal Pretorio – Incerti confini città e pensiero – Personale

Sesto Fiorentino – Centro Berti – Figurazione e astrazione – Personale

2014

Firenze – Villa Vogel – Nel Segno Della Memoria

Viterbo – Castello Costaguti – Roccalvecce Esposizione – Nazionale Arti Contemporanee

Bratislava – Palazzo Palfy – Gemellaggio Firenze / Bratislava

2013

Firenze – Galleria Merlino – Aniconica

Rieti – Passi fra i colori

Firenze – Circolo Degli Artisti Casa Di Dante – Informae – L’idea in sé – Personale

Valence (Francia) – Galerie Bost – Presentation

2012

Fiesole – Galleria Il Salotto – Materie diverse – diverse materie

Firenze – Grand Hotel Mediterraneo – Opere recenti – Personale

Impruneta (Fi) – Spazio Iac – Il segno e la forma, questione di sfumature

Roma – Quantum Leap Gallery – Luminescenze – Personale

Los Angeles (USA) – Damoka Gallery – Orizzonti esistenziali – Personale

2011

Firenze – Circolo Degli Artisti Casa Di Dante – Link / no signal – Personale

Firenze – Caffe Letterario Le Murate – Personale

Milano – Diam Art Gallery – Illuminazioni – Personale

2010

Firenze – Galleria Il Candelaio – Uno sguardo astratto

Firenze – San Giovanni Della Croce – Opere recenti – Personale

Firenze – Casa Museo Macchiavelli – Cromatismo e materia

2009

Viareggio (Lu) – Torre Matilde – I pittori del neoesistenzialismo

Firenze – Galleria Via Larga – Schegge cromatiche 2

Impruneta (Fi) – Spazio Iac – Opere in corso – Personale

Campiglia Marittima (Li) – Schegge cromatiche 3

2008

Roma – Biblioteca del Parlamento – Rassegna artisti contemporanei

Torino – Galleria Ariele – Personale

Pechino – Casa Italia – Spirito olimpico

Pietrasanta (Lu) – Schegge cromatiche

Firenze – Accademia Musicale – Dateci le note – Personale

Firenze – Spazio Artsenal – Personale

Trento – Proiezioni d’arte del terzo millennio

2007

Ferrara – Castello Estense – Cromaticos

Firenze – Grand Hotel Westing Florence – Personale

Firenze – Galleria Spazio Art-art – Personale

Acquasparta (Tn) – Palazzo Cesi – Coelum

Genova – Palazzo Ratto-Picasso – Intuizione globale di forma e colore

Panzano in Chianti – Limonaia Di Priscille – Arcipelago

2006

Lignano Sabbiadoro – Galleria Art-time – Personale

Pistoia – Biennale di Arte Sacra

Firenze – Palagio Di Parte Guelfa – Verso un nuovo esistenzialismo

Milano – Studio Sassetti Cultura – Arcipelago

Ferrara – Palazzo Ex Borsa – Personale

2005

Firenze – Galleria Gadarte – Oltre la superficie – Rassegna

2004

Firenze – Museo Diocesano – Personale

Firenze – Consiglio Regionale Toscano Palazzo Panciatichi – Personale

Città di Goito (Mn) – Villa Magnaguti – Personale nell’ambito del Premio Italia per le arti visive

Firenze – Concorso Internazionale Firenze – Primo premio Fiorino d’oro

Reggio Emilia – Fiera Immagina

2003

Firenze – Galleria Gadarte – Personale

2001

Firenze – Caffe’ Dolce Vita – Personale

Venezia – Galleria S. Vidal – Free Tee

Firenze – Grand Hotel Westing Excelsior – Personale

Capraia Fiorentina – Fornace Pasquinucci – Personale

2000

Prato – Palazzo Datini – Quattro pittori a Prato

Firenze – Art-point – Dalle stanze del non dove

Parma – Artisti in fiera

Firenze – Galleria Art Point Black – Orizzonti – Personale

Centro d’arte Puccini – Luci radenti/ luci taglienti – Personale

Firenze – Villa Medicea di Poggio Imperiale – Personale

Certaldo – Palazzo Pretorio – Personale nell’ambito del Premio Italia per arti visive

1999

Longiano (Fo) – Spazio Ex Pescheria – Luminescenze – Personale

Cecina (Lago Di Garda) – Settimana d’arte – Forme di luce – Personale

Firenze – Palazzo Vecchio – Premio Firenze (terzo premio)

Reggio Emilia – Fiera Arte Reggio 2000

Firenze – Ex Convento del Carmine – Artisti per il duemila

1998

Tenno (Tn) – Casa degli Artisti Giacomo Vittone – Con/sensi

Firenze – Ex Convento delle Leopoldine – Effetto estensionismo

1997

Firenze – Palazzo Cocchi Serristori – Percorsi in metamorfosi – Personale

Marmirolo (Mn) – Centro iniziative culturali – Il senso dell’irreale

Roma – Fiera Arteroma

1996

Trento – Sala esposizioni provinciale – Dal cilindro dell’immaginario

Firenze – Caffè Petrarca – Personale

Milano – Studio Panigati – Libera/mente – Personale

1995

Borgoforte (Mn) – Forte Magnaguti – Arte in concerto

Venturina (Li) – Etruriarte

1994

Certaldo – Palazzo Pretorio – Se un giorno d’inverno una mostra

Firenze – Galleria del Candelaio – Personale

1993

Firenze – Sala AR-ThE – Hotel Balestri – Personale